domenica 19 gennaio 2014

Doppie, accenti, apostrofi e non solo.. è disortografia?

Faticoso scrivere senza errori. Sapere quali sono le regole grammaticali ed ortografiche non basta, bisogna anche saperle applicare.
Durante il percorso della scuola primaria, gli alunni apprendono tutte le regole basilari della scrittura e hanno modo di esercitarsi ad applicarle correttamente.  In questa fase è normale compiere degli errori che dovrebbero via via ridursi nel corso del tempo. Ciò non avviene nel 2-3% della popolazione a causa di uno specifico disturbo dell’apprendimento chiamato disortografia

La disortografia si manifesta in una persistente difficoltà nell’automatizzare le regole ortografiche e nel discriminare suoni simili come b/d, d/t, f/v, c/g. Così “acqua” diventa “aqua”, “farfalla” diventa “varvalla”, “gatto" diventa “catto”. Nonostante l’impegno, i disortografici faticano a  concentrarsi sul suono delle singole lettere che compongono le parole e commettono numerosissimi errori come inversioni e scambi di lettere o sillabe, oltre ad omissioni di doppie, accenti e apostrofi. Spesso utilizzano impropriamente la punteggiatura e dimenticano le lettere maiuscole nei nomi propri o dopo un punto.

Dei primi anni di scuola gli  studenti con disortografia ricordano molto bene le sgridate della maestra, i segni rossi sul quaderno e le urla spazientite della mamma mentre facevano i compiti per casa, zeppi di errori nella scrittura. Quando sia gli insegnanti che i genitori attribuiscono queste difficoltà ad uno scarso impegno, nella convinzione che i castighi possano avere un qualche magico beneficio, rincarano la dose di compiti da svolgere o di punizioni: “scrivi cinquanta volte la parola..” è il tipico esempio di inutili tentativi di porre rimedio ad una difficoltà che nasconde dell’altro.

Come viene effettuata la diagnosi di disortografia? Lo psicologo dell’apprendimento somministra almeno tre prove di dettato: brano, parole e parole senza senso, misurando la quantità e la tipologia di errori commessi nella scrittura e confrontandone il livello con quello rappresentativo del campione normativo di pari età. Nel caso in cui ne risulti un eccessivo scostamento rispetto alla media e sia stata esclusa la presenza di un deficit intellettivo attraverso un test multicomponenziale (WISC IV), si delinea un quadro clinico compatibile con tale disturbo.  Parametri e criteri diagnostici sono definiti dalla Consensus Conference e dalle Linee Guida Nazionali sui DSA. 

Quando persistono difficoltà ortografiche, nonostante degli interventi didattici mirati e un complessivo adeguato livello di competenze logiche e di ragionamento, è opportuno considerare la possibilità di un approfondimento diagnostico in un centro specializzato volto ad inquadrare con precisione il tipo di problema e ad escludere o confermare la presenza di un disturbo dell’apprendimento. Più precocemente avviene la diagnosi, migliora sarà l’efficacia dell’intervento di potenziamento volto a contenere le difficoltà ortografiche e a favorirne una positiva evoluzione.

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