domenica 1 dicembre 2013

Ma.. i bravi insegnanti esistono?

La pubblicazione del post "Maiuscolo, minuscolo e corsivo tutti insieme.. che gran confusione!" ha avuto un effetto davvero inatteso. Moltissime persone - insegnanti, genitori, psicologi, pedagogisti - mi hanno contattata attraverso i social network (facebook, twitter, google+) per condividere la loro opinione in merito.
I genitori hanno condiviso soprattutto esperienze negative legate alle difficoltà dei loro figli nell'apprendimento della letto-scrittura, a causa dell'utilizzo, da parte dell'insegnante, del metodo discusso nel post. Altrettante insegnanti, invece, hanno in qualche modo criticato il fatto che la rete offre troppe occasioni denigratorie nei loro confronti. Tutte le mail, i commenti e i messaggi che ho ricevuto, mi hanno fatto riflettere proprio su tale questione e, da ciò, ne è nato questo nuovo post.
La discussione di oggi è questa:esistono i bravi insegnanti?
Vi rispondo subito: "certamente sì!". I bravi insegnanti esistono, eccome! Sono persone che amano la divulgazione della conoscenza, consapevoli che a ciò è legato il futuro del mondo. Trascorrono il sabato e la domenica a correggere le verifiche o a preparare le lezioni della settimana. Incontrano noi psicologi in orario extra scolastico perchè vogliono capire come aiutare i loro studenti e ti portano materiali introvabili che hanno costruito da soli. Sono quegli insegnanti che durante i corsi di formazioni si fermano nella "pausa caffè"  e, invece di offrirtene uno, ti chiedono "dottoressa, posso farle una domanda?" oppure ancora "posso farle vedere un quaderno?"; e alla fine fanno la file anche solo per salutarti, ringraziarti.. o offrirti il caffè mancato! Quando ti parlano dei loro alunni gli si illumina il volto e per loro partecipano a corsi, a proprie spese, per aggiornarsi sulle nouve metodologie.
Come fare a scoprire queste perle nel mare della scuola? Semplice! Chiedete ai bambini.. quelli che non vedono l'ora di andare a scuola e che quando tornate a riprenderli vi accolgono con un sorriso.. vi racconteranno che: la loro maestra è buona e gentile anche se quando esagerano li sgrida, che quando spiega ogni tanto si ride, che quando le portano un fiore lei trova subito un bicchiere e lo riempie d'acqua, che quando le portano un disegno lei li ringrazia e se lo appende sul muro, che se alzano la mano per chiedere aiuto se ne accorge subito, che non vedono l'ora arrivi il giorno in cui si fa matematica.. . I loro quaderni sono pieni di frasi del tipo "Bravissimo, continua così", "Non mollare!", "Ci sono ancora un pò di errori, ma la storia è proprio fantastica!" (tratti dai quederni).
Solitamente utilizzano poche schede, il quaderno non sembra un collage di pagine e pagine, ma ogni tanto ci sono pezzetti incollati qua e là, tratti dai libri di didattica più aggiornati. Rispettano le "Linee Guida sul diritto allo studio" e quando parlano di difficoltà con i genitori non dicono: - Aspettiamo, tanto la diagnosi la si può fare solo in terza -, ma avvisano i genitori fin da subito in modo che siano loro a decidere se approfondire oppure no (nota: con i disturbi di apprendimento prima si interviene in modo specialistico e meglio è, fin dalla scuola dell'infanzia!. L'intervento non è legato alla diagnosi, ma permette di evitare i falsi positivi).
Un'ultima riflessione. Ai genitori raccomando sempre di prestare attenzione alla "sensazione" che dà loro l'insegnante durante i colloqui. Queste perle sono persone sirridenti e positive, trasmettono tanto serenità, ricordano ogni dettaglio dei loro figli, si accorgono quando c'è qualcosa che non va.. Sono persone di cui ci si può davvero fidare.. Ringraziamole per tutto l'amore che danno ogni giorno agli alunni. Contribuiscono alla formazione della personalità dei nostri bambini, rappresentano l'esperienza quotidiana di anni ed anni di scuola. Saranno il ricordo più bello dei loro alunni.


2 commenti:

Anonimo ha detto...

Buonasera Dottoressa,
dopo qualche scambio di tweet eccomi qui a leggere e commentate sul suo blog.
Complimenti bella iniziativa che sicuramente può donare uno scambio interessante di opinioni ed esperienze.
Per quanto riguarda i bravi insegnati che giustamente si possono definire "perle" un po' perchè purtroppo rari e soprattutto perchè preziosi... esistono ma forse sono ancora troppo pochi.
Io dislessica degli anni 70/80 in cui quasi nessuno, ad essere generosi, sapeva cosa fosse questo disturbo, ho scoperto il mio problema in terza media dopo che mia mamma maestra si era affannata a cercar di capire come mai io non riuscissi ad imparare a leggere, si era letta libri che parlavano di questa cosa ma non sapeva come affrontarla per potermi aiutare .. poi una "perla" la mia insegnate di italiano di 3 media ci consigliò la visita dal neuropsichiatra e finalmente il gioco era fatto !! e dopo un annetto di esercizi appositi posso dire di aver compensato al 90% le difficoltà di lettura .. ma non chiedetemi di fare calcoli orali!
Ora sono mamma di due ragazzi dislessici.. di 15 e 17 anni.. che fatica però con questa scuola... ai miei tempi almeno non si sapeva esattamente cosa fosse ma ora!!! tutti ne parlano e gli insegnati dovrebbero essere preparati e istruiti invece ci si ritrova spesso di fronte a persone che ne sanno poco o che non vogliono sforzarsi di capire.
finita la prima elementare per entrambi i miei figli ho scelto di far fare i test perchè la loro lettura era molto lenta, quando per le maestre era solo un problema di esercitazioni: se leggi di più impari... mah.. forse per qualcuno!! ma non per i dislessici che si stancano tanto e si avviliscono!
Quindi iniziano un percorso con logopedista che per tutti e due è durato dalla 2 elementare alla 1 media comprese.. tanti sacrifici tanta fatica...ma i risultati ci sono stati, ma si sa che i denti stretti si dovranno tenere sempre!
Gli insegnati purtroppo ci hanno aiutato poco.. e solo una piccola percentuale di essi a partire dalle elementari fino ad arrivare alle superiori sono stati in grado di aiutare i ragazzi.
Quello che spesso fa più rabbia è che essendo "obbligati" a mettere a disposizione dei ragazzi DSA strumenti compensativi (calcolatrice computer ecc.) o assegnare verifiche più corte poi li penalizzano nel voto perchè a differenza degli altri loro hanno a voto la possibilità di utilizzare questi "aiuti" ... e questo è quello che più delude e fa capire che il disturbo DSA non è compreso . I miei figli sono consapevoli del loro problema ma non si sentono meno intelligenti degli altri però davanti a certe discriminazioni si indignano giustamente.. sarebbe come dire: abbassiamo il voto a chi porta gli occhiali !
E' ora che alcuni insegnanti si mettano in testa che per i DSA è impossibile creare automazioni che per gli altri sono normali e devono utilizzare strumenti compensativi per poter percorrere la strada di tutti !
Abbiamo imparato a coltivare le perle.. speriamo di riuscire a "coltivare" anche tanti bravi insgnanti.
Federica Romani

Doriana Binotto ha detto...

Carissima Federica, ti ringrazio per il commento che hai lasciato. E' per me spunto di riflessione per un prossimo post che, ho deciso, si occuperà di spiegare come deve essere effettuata la valutazione delle verifiche per i dsa.

Se i tuoi figli vogliono inviarmi qualcosa da pubblicare per condividerla in rete, sarò ben felice di aiutarli! Inviami tramite il modulo di contatto le tue info così potrò risponderti via mail
Un abbraccio, Doriana