domenica 24 novembre 2013

Maiuscolo, minuscolo e corsivo tutti insieme.. che gran confusione!

Le linee guida del Ministero sono chiare: "..si dovrebbe evitare di presentare al bambino una medesima lettera espressa graficamente in più caratteri" ovvero stampato minuscolo, stampato maiuscolo, corsivo minuscolo, corsivo maiuscolo. Inoltre specificano che è opportuno soffermarsi su una soltanto di queste modalità fino a che l'alunno non abbia acquisito una sicura e stabile rappresentazione mentale della forma di quella lettera. Poi ancora "l'insegnante si dovrà soffermare per un tempo più lungo sui fonemi più complessi graficamente e dovrà dare indicazioni molto precise per la scrittura, verbalizzando al bambino come si tiene una corretta impugnatura della matita o della penna, dando indicazioni precise sul movimento che la mano deve compiere, sulla direzione da imprimere al gesto, sulle dimensioni delle lettere rispetto allo spazio del foglio o del supporto di scrittura (cartellone, lavagna)". E poichè questo non era ancora sufficiente continuano suggerendo "..si farà anche attenzione a che il bambino disegni le lettere partendo dall’alto, in questo modo, l’alunno con difficoltà potrà avere modelli di riferimento e parametri precisi" (Linee Guida Allegate al Decreto MIUR 5669).

Le indicazioni sono chiare, non lasciano alcun fraintendimento. Eppure a novembre 2013 sfogliando un quaderno di una bambina trovo questo esempio di didattica.
                                                           

Chiaramente la bambina in questione non presenta difficoltà, ma gli altri? Su una classe di 25 bambini, avranno tutti una pagina così ben ordinata? Il tratto grafico sarà così fluido per tutti i compagnetti? Ovviamente ciò non è possibile e per quell'unico bambino che ha difficoltà la fatica sarà immensa.. Ma l'insegnante penserà alla maggioranza e dirà che il problema è di quel bambino, non della sua didattica.

L'acquisizone della letto-scrittura prevede due anni di percorso scolastico. Perchè ci si ostina ad anticipare i tempi? Insegnerete a vostro figlio a correre prima che impari a camminare con sicurezza?

Insegnanti, mi rivolgo a voi, leggete le linee guida, con la testa, ma soprattutto con il cuore.

10 commenti:

Tiziana Brazzatti ha detto...

Ciao Doriana
Ti ho appena adesso seguito su Twitter. Complimenti per il tuo blog ed i consigli che dai a noi mamme ansiose e insegnanti. Leggendo questo tuo post ho compreso che le insegnanti di prima elementare di mio figlio stanno facendo un buon lavoro! Grazie.

Doriana Binotto ha detto...

Ciao Tiziana!
Sono felicissima per il tuo bimbo e anche per le sue maestre..
Capita che i genitori si lamentino della lentezza della didattica di prima primaria quando le maestre seguono un programma che rispetta le Linee Guida!

francesca ha detto...

leggere questo articolo mi ha rincuorato.

Ho un bimbo che frequenta la prima elementare, riempie pagine e pagine di lettere e sillabe in stampatello e corsivo maiuscolo e minuscolo.

L'impatto con la scuola elementare è stato devastante sia per me che per lui. Dopo 20 giorni di scuola mi sono sentita dire che mio figlio "proprio non va", la colloqui di due settimane mi hanno detto (e cito testualmente) "è una catastrofe, un disastro".

Oggi ha scritto la lettera a Babbo Natale, l'ha fatto da solo (in stampatello) e secondo le maestre lui non sarebbe in grado di scrivere nemmeno un "pensierino" ... beh certo ... se gli fanno scrivere "la dama regala una rosa" probabilmente non gliene fregherà nemmeno nulla di impararlo!

Poi lui è mancino e nelle schede didattiche che gli propinano con tanto di "frecce" per fare le lettere non si trova perché ovviamente lui le lettere le fa diversamente.

Credo nella sinergia scuola-famiglia ma mi sono trovata davanti due impiegate statali e non due maestre.

Penso al pensiero divergente, alla scrittura spontanea di Ferrerio- Teberosky, penso a quante occasioni di apprendimento ... sprecate per far rientrare i nostri figli in un percorso didattico standardizzato, dove non è la maestra a seguire i bambini ma i bambini a seguire la maestra.

PAOLA TRANQUILLO ha detto...

Grazie Doriana, è importante informare! Mio figlio più grande ha seguito un rieducatore alla scrittura per un anno prima di raggiungere l'obiettivo di scrivere senza ansia, senza fatica. La sua scrittura non è bellissima, ma non si rifiuta più di scrivere e soprattutto l'ansia che lo prendeva non c'è più. Quando era l'ora di fare i compiti si inventava qualsiasi cosa pur di non scrivere, mentre era tranquillo se il compito richiedeva la lettura. Mi sono chiesta fin dalla prima elementare se qualcosa non andasse, ma le sue insegnanti non mi ascoltavano. Ho fatto di testa mia e l'ho portato a fare le valutazioni dal neuropsichiatra. Alla fine della seconda elementare la diagnosi: disgrafia e leggera disortografia. Quando il secondo giorno della terza elementare ho portato il certificato alle sue maestre di italiano e matematica, quella di italiano mi ha guardato e ha detto: "e cosa vuol dire?".
La sua vita è migliorata in quarta elementare quando abbiamo conosciuto un grafologo specialista nella rieducazione. Il problema di mio figlio non era imputabile a delle difficoltà proprie, ma semplicemente il percorso proposto a scuola non aveva rispettato i suoi tempi. Non era stata data attenzione alla sua impugnatura e la somma di queste due cose gli rendeva difficile scrivere. I suoi quaderni erano inguardabili: pieni di cancellature, la scrittura forte, che premeva sul foglio. Ma era il suo atteggiamento la cosa più preoccupante. Ricordo ancora le indicazioni del grafologo alle maestre: riconoscere di fronte ai suoi compagni quando faceva bene (insomma, un bravo!), lasciargli più tempo fino a che non avesse re-imparato a scrivere (ma come lo spieghiamo ai suoi compagni?).Su queste due semplici cose loro hanno trovato mille difficoltà. Solo l'intervento del dirigente ha appianato, che vuol semplicemente dire che hanno fatto un passo indietro, ma per esempio un BRAVO non è mai arrivato. Il sostegno lo ha avuto da noi, ora scrive quando serve, l'ordine nei quaderni non c'è, forse non ci sarà mai. Scrive in modo leggibile, ma soprattutto non è più un problema. E' rimasta l'esperienza. Quando anche la più piccola ha cominciato scuola avevo le antenne alte, pronta ad intervenire se necessario. Per fortuna non lo è stato, la sua maestra è stata attenta all'impugnatura (che cmq purtroppo, nonostante gli ausili non è giusta!), ha insegnato il verso in cui si fanno le lettere. Ha dato ad ognuno il tempo di apprendere, non tutti hanno cominciato lo stampato minuscolo nello stesso momento. Il rispetto insomma. Dovrebbe essere scontato, ma ahimè non è così. Vigiliamo!

PAOLA TRANQUILLO ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Doriana Binotto ha detto...

La metodologia didattica che consente a tutti i bambini di acquisire SERENAMENTE le abilità strumentali della letto-scrittura rispetta i tempi di tutti i bambini. Consilgio sempre ai genitori di informarsi se l'insegnante conosce le linee guida e se le applica. A volte invece consiglio di rivolgersi direttamente al dirigente..

A Francesca consiglio il testo "Il corsivo dalla A alla Z - la pratica" edizioni Erickson. Indica degli esercizi per acquisire la corretta direzionalità nel corsivo. Fa tenere al tuo bimbo un quadernetto ed esercitatevi su una letterina alla volta per due/tre giorni. Se avete bisogno di uteriori specifiche mandami una mail o un messaggio utilizzando il modulo di contatto.

francesca ha detto...

Grazie Doriana,

al momento sto lavorando molto sull'autostima del mio bambino che è considerato "l'ultimo della classe".

Con il corsivo lavoriamo molto a casa, se gli dò una strategia per fare la lettera poi lui la fa correttamente ma quando scrive spontaneamente usa lo stampatello maiuscolo (e questo credo sia altamente indicativo che forse le linee guida ministeriali andrebbero seguite), comunque acquisterò il libro.

Mi resta comunque l'amarezza di non riuscire a dialogare con queste maestre che, seppur giovani di età, adottano metodi che ritengo discutibili e non rispettano le peculiarità degli alunni.

Tra l'altro mi hanno sottolineato quanto sia un bambino ubbidiente, rispettoso ed educato ... per cui non oppositivo e se solo fossero più "accoglienti" probabilmente otterrebbero anche di più da lui ... i

Corallina ha detto...

Bisognerebbe poi anche spiegare ai genitori di non pensare solo a vedere le 'letterine' scritte alla materna. Molti errori di impostazione della mano e del tratto nascono da lì. Non dovrebbero neanche preoccuparsi se i compiti a casa sono ripetitivi e il bambino si annoia ad essere preciso o non ce la fa ancora. Poi bisognerebbe spiegare ai maestri, e ancora una volta ai genitori, perchè mai un bambino che ha raggiunto una buona padronanza dello stampato maiuscolo, Carattere con il quale si inizia, dovrebbe poi avere la pazienza di reimparare altri 3 tipi di segni....I genitori dei bimbi più lenti chiedono tempo, quelli dei bimbi più maturi chiedono velocità per non annoiarli. I materiali didattici nelle nostre scuole sono ridotti al minimo. Come venirne fuori?

francesca ha detto...

più che concentrarmi sui genitori io mi concentrerei sui bambini.

E i compiti noiosi ... non sono una preoccupazione dei genitori ma piuttosto dei bambini che non trovano motivazione a riempire pagine e pagine di lettere o a scrivere frasi che sono lontanissime dal loro mondo.

Bisognerebbe stimolare le loro intelligenze (e non ho usato il plurale a caso) e la loro voglia di conoscere, l'obiettivo non è finire il programma.

E la scuola pubblica avrebbe bisogno di ben altro che "delle schede didattiche" ...

Carmela Del Vecchio ha detto...

Ciao Doriana, ho trovato molto interessante il tuo articolo, e mi ha fatto riflettere molto sui modi approssimativi che a volte hanno le maestre. Mio figlio viene sempre rimproverato perché "disturba" le lezioni, si ditrae e di conseguenza non porta a termine i compiti che svolgono in classe. A casa mi ritrovo quaderni un giorno ben ordinati e valutati con buoni voti, altri un disastro, cancellature, scrittura disordinata e frettolosa. ....e ovviamente poi arrivano i richiami scritti sul quaderno che ci invitano alla collaborazione. ...
Ormai non so più cosa inventarmi, stiamo provando a riprendere le direzioni delle lettere in corsivo, visto che molte le scrive tracciando la linea al contrario. Ma vorrei fargli fare qualcosa per migliorare la concentrazione. Io e mio marito siamo confusi e stanchi.