mercoledì 25 settembre 2013

"Mio figlio fatica nello studio". E' colpa della memoria?

Chiedete ad uno studente cosa significa studiare, molto probabilmente la sua risposta sarà una frase del tipo: vuol dire imparare, memorizzare, leggere e poi ricordarsi, ripetere ad alta voce.. Pare che studiare sia un pò come imparare una poesia, la si legge tante volte e la si ripete ad alta voce finchè non la si ricorda, unica differenza, quando si studia non è necessario ricordarsi parola per parola. Ma è davvero così? 

Se per studiare fosse utile solo un'eccellente memoria significa che molti sono spacciati già in partenza! Ma vi siete mai chiesti perchè molti imparano le poesie perfettamente, ma non la storia e la geografia? O perchè un bambino con dsa che, ad esempio, fatica a memorizzare le tabelline, sia bravissimo in materie come scienze, geografia o storia? In questi casi la memoria funziona o no?
In realtà esistono varie tipologie di memoria e, se si conosce quale rappresenta il nostro punto di forza, è più facile apprendere. Ad esempio c'è la memoria verbale, tipica di studenti che ascoltando la lezione dell'insegnante la ricordano con facilità.  Invece, se la memoria visuo-spaziale è quella più sviluppata troveranno maggior beneficio utilizzando mappe concettuali, cartine geografiche o immagini. Esistono anche tipologie ancora più specifiche, ad esempio la memoria per i volti o per i luoghi. 
Quando uno studente è consapevole che il suo stile di apprendimento è più visivo o più verbale (o tutt'e due!), può affinare un proprio metodo di studio e renderlo più efficace. Spesso studenti "verbali" faticano ad utilizzare le mappe concettuali e, dopo averle organizzate nel quaderno, ritornano al libro e ripetono ad alta voce senza seguirle. Quando si chiede loro perchè utilizzino la mappa, rispondono che viene imposta dall'insegnante. Ritorna ancora una volta il concetto di specificità di ognuno. Se una tecnica funziona per la maggiorparte dei discenti, non è detto che debba funzionare per tutti.
Quindi alla domanda se la fatica nello studio è legata alla memoria la risposta è "nì" poichè, spesso, il nodo da sciogliere sta nella tecnica di apprendimento che si utilizza. Un suggerimento  è quello di far sperimentare ai bambini e ai ragazzi varie modalità per apprendere un testo di studio e poi confrontarsi con loro su quale metodo è più facile per loro.. non per noi! 

1 commento:

Teacher maia ha detto...

Sono completamente d'accordo; inoltre, la scuola primaria è la prima palestra nella quale sperimentare i vari metodi di studio e, soprattutto in 3° quando inizia lo studio vero e proprio, ci sono ancora pochi momenti di "studiare come studiare- impariamo ad imparare".
Molte volte gli alunni vengono lasciati con un:
< Dovete leggere e ripetere/dovete studiare e trovar(vi????) il vostro metodo.> ( ma come fanno a trovarselo da soli!!??)