sabato 28 settembre 2013

Educazione: insegnanti e genitori a confronto

Occuparsi del processo di crescita dei bambini e favorire il loro pieno sviluppo come persone, significa prestare attenzione alle modalità con le quali vengono educati e sostenuti; in questi processi sono coinvolti tanto i genitori quanto gli insegnanti. 

Come è chiaramente definito nelle “Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione”,  la scuola, per poter assolvere al meglio le sue funzioni istituzionali, è chiamata a occuparsi anche di educazione. L’intesa tra i soggetti coinvolti nell’educazione dei bambini non è affatto scontata ed implica una faticosa costruzione di un’interazione tra famiglia e scuola, dove ciascuno sia protagonista, ma con il proprio ruolo.

Il dialogo tra gli attori in scena non è semplice, ognuno si sente poco apprezzato dall’altro nella condotta e accusato di non adottare la migliore modalità. Insegnanti e genitori però non si rendono conto che il giusto approccio è uno solo e dovrebbero adottarlo entrambi. Invece si propongono ai bambini in modalità spesso dissonanti e addirittura opposte, influendo negativamente nel processo di crescita educativa.

Si possono individuare tre tipologie di stili educativi: permissivo, autoritario, autorevole.
L’insegnante permissivo, mancando di autorevolezza,  rinuncia a porre regole agli alunni perché consapevole della propria inattitudine a seguito di esperienze fallimentari nella gestione di una classe. Gli alunni dell’insegnante permissivo sono usualmente consapevoli della sua carenza di autorevolezza e consci che la confusione che si crea in aula distoglie la loro attenzione dalla lezione: non resta loro che abbandonarsi alla distrazione collettiva.

Anche il genitore permissivo è incapace di porre delle regole e ne è assolutamente consapevole; conseguentemente la sua strategia è basata sull’assecondare qualsiasi richiesta del figlio con il fine di dimostrare il suo affetto, non considerando il fatto che priva il bambino della guida di un adulto che abbia il controllo della situazione, che trasmetta sicurezza e fiducia.

Lo stile autoritario è caratterizzato dall’assunzione di un ruolo prevaricante nei confronti degli alunni, attraverso un approccio imperativo e attraverso una modalità didattica molto rigida e intollerante agli errori frequenti. Questo tipo di insegnante adotta una metodologia generalmente  poco funzionale allo sviluppo emotivo del bambino, causando ansie o veri e propri blocchi psicologici dinanzi alle difficoltà.  Lo stile “autoritario” nei genitori è tipico di coloro i quali impongono regole per tutto e dinanzi a tutto, anche immotivate, senza preoccuparsi per come sono percepite dai figli e se sono davvero comprese, non tollerando alcuna disobbedienza.

L’insegnante “autorevole” si occupa dei propri alunni in modo spiccatamente empatico, mirando a valorizzare le potenzialità di ciascuno, con profondo rispetto per le individualità. Li incoraggia, con pazienza, ma li riprende con autorevolezza laddove adottino delle condotte inadeguate. L’insegnante autorevole è tipicamente molto apprezzato dai bambini, i quali si sentono guidati e supportati nel processo di apprendimento senza timore per gli errori. Il genitore “autorevole” si pone come punto di riferimento per il figlio, sostenendolo e incoraggiandolo nelle difficoltà e favorendo l’evoluzione delle sue potenzialità. Fissa regole condivise e condivisibili, coerenti con la propria condotta, meritandosi il rispetto.

E’ importante che sia i genitori che gli insegnanti siano pienamente consapevoli della diretta correlazione esistente tra la propria modalità educativa e la corretta crescita del bambino.

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